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Il consorzio

La storia del Consorzio del Ticino comincia ufficialmente nel 1928, ben prima della costruzione e dell’entrata in esercizio dello sbarramento della Miorina. Il dibattito sull’opportunità di un’opera di regolazione del lago Maggiore risale però a tempi ancora più remoti: nel 1800 coinvolgeva già tecnici ed opinionisti in appassionate discussioni, ma se ne trovano cenni anche in epoche precedenti. Tra tutte meritano di essere ricordate le osservazioni del Lombardini del 1861: "Uscendo i principali fiumi delle Lombardia, tributari del Po, da quei laghi, e derivandosene in maggiore o minore misura le acque per la irrigazione, è naturale che, al fine di estendere queste, sorga l’idea di convertire i laghi stessi in serbatoi artificiali, onde aumentare la copia delle acque irrigue. Volendo ottenere un tale effetto senza elevare il livello delle piene a danno delle loro adiacenze, due modi sarebbero praticabili e cioè: 1) lasciare inalterato il fondo dell’emissario ed escavarvi lateralmente un canale che permetta di abbassare il pelo dell’acqua di magra; 2) abbassare il livello o fondo dell’emissario, e tenere fino ad un dato limite invasate con chiusure a porte mobili le acque esuberanti, onde utilizzarle in stagione opportuna".

La realizzazione dell’opera di regolazione del lago Maggiore venne portata a termine soltanto settantacinque anni dopo la pubblicazione di questo scritto del Lombardini, quando molti dei problemi tecnici poterono essere risolti agevolmente, ma soprattutto quando si verificarono le condizioni per superare altre complesse problematiche politico-economiche fra i rivieraschi.

L’utilizzazione del Verbano come serbatoio, regolato all’incile del suo emissario, presentava infatti una singolare difficoltà in quanto parte delle sponde del bacino lacustre ricadono nel territorio della Confederazione Elvetica, che ha sempre guardato con una certa preoccupazione i progetti di regolazione delle acque tesi al beneficio dei territori italiani a sud del lago.

 

    

 

Negli anni venti, dopo la faticosa ripresa del primo dopoguerra, si realizzarono le condizioni politico-economiche per un rilancio delle iniziative a favore dell’agricoltura. Così, nel 1923, per iniziativa dell’avvocato Sileno Fabbri, energico e lungimirante Presidente della Provincia di Milano, venne costituito un Consorzio volontario tra le province di Milano, Novara e Pavia per la promozione di un piano di regolazione del lago Maggiore e di utilizzazione irrigua ed industriale delle acque del Ticino. La precisazione delle funzioni di tale organismo, che poi diventò il Consorzio del Ticino, la definizione degli obiettivi della regolazione, la costruzione della traversa e la sua entrata in esercizio hanno infatti richiesto molti anni, venti per l’esattezza, durante i quali il piano globale è stato formulato, perfezionato, criticato, osteggiato ed infine realizzato.

Tra le diverse soluzioni operative prospettate nei primi anni di vita del Consorzio interprovinciale, il piano di regolazione con il progetto di massima dell’opera elaborati dal Prof. Gaudenzio Fantoli, profondo conoscitore del regime idraulico del Lago Maggiore, risultò essere quello più completo, atto a superare le difficoltà tecniche e ad attenuare le controversie tra gli utenti.

 

I punti fondamentali fissati dal Fantoli nel progetto di massima dell’opera di regolazione (1924) furono i seguenti:

 

  1. - le opere da costruire all’incile del Ticino dovevano avere esclusivamente la funzione di regolazione del lago, ben distinta dallo sfruttamento industriale del primo tronco di fiume;

  2. - la regolazione del lago Maggiore doveva essere contenuta tra i limiti +1.00 e -0.50 m dell’idrometro di Sesto Calende;

  3. - la derivazione del lago regolato doveva permettere d’introdurre nel fiume fino a 200 m3/s anche negli stati depressi dallo svaso lacuale, in modo da mettere a disposizione dell’agricoltura e dell’industria fino ad un massimo di 255 m3/s nella stagione estiva ed, in media, 150 m3/s in quella invernale;

  4. - non si doveva alterare in maniera apprezzabile, anzi conseguire un modesto, ma sicuro miglioramento del regime di piena del lago Maggiore e del fiume Ticino, così che fossero rispettati nel modo più assoluto i grandi interessi costituiti.

Ormai maturati i tempi, nel 1928 venne ufficialmente costituito il Consorzio del Ticino, erede del Consorzio interprovinciale, con finalità di costruzione, manutenzione ed esercizio dell’opera regolatrice del lago Maggiore.

© CONSORZIO DEL TICINO - Corso di Porta Nuova, 18 - 20121 MILANO

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